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il cane della regina
Spesso quando si parla di Welsh Corgi Pembroke, non sappiamo di che razza si tratti, ma non appena facciamo riferimento al cane della Regina Elisabetta d’Inghilterra ecco che immediatamente ci viene in mente la figura di un cagnetto piccolo dalle zampe corte, con una caratteristica espressione da volpe, di colore nero, fulvo e bianco. E’ un cane di piccole dimensioni, ma l’aggettivo “piccolo” va riferito solo alla sua taglia, poiché il carattere è quello di un cane grande, di un cane da lavoro. Il suo pelo corto con un fitto sottopelo, ottima protezione contro il freddo e l’umido, richiede pochissime cure. Il Welsh Corgi Pembroke è un cane da pastore estremamente versatile ed in grado di adattarsi a qualsiasi situazione. L’innata tendenza di guardiano aggiunge molto alla sua personalità. In origine era usato come pastore di mucche, famoso per la sua particolare caratteristica di mordere i garretti dei bovini per spingerli in avanti e raggrupparli e subito dopo appiattirsi al suolo per evitarne il calcio. Il Welsh Corgi Pembroke è anche un ottimo cacciatore di topi, conigli, fagiani e pernici. Può essere addestrato all’obbedienza e alle prove di agility e resta per natura un ottimo cane da guardia. Si ritiene che i Celti allevassero già questo tipo di cane circa 3000 anni. Sembra che il Corgi sia una razza autoctona della Gran Bretagna, proprio in Inghilterra si è trovata notizia in documenti storici del X secolo di un “curre” o “cur dog”, vocabolo che significa appunto cane da lavoro e il cui suono è molto simile alla pronuncia gallese del termine Corgi. Solo nel 1934 il Kennel Club inglese introdusse ufficialmente la distinzione tra Welsh Corgi Pembroke e Welsh Corgi Cardigan e da allora sono considerate due razze distinte. Il Welsh Corgi Pembroke, nonostante le sue doti e le sue capacità non comuni, sarebbe rimasto un cane da fattoria se il suo destino non avesse previsto un giorno l’incontro con una bambina molto particolare. Nel 1933, il duca di York, poi re Giorgio VI, acquistò un cucciolo di questa razza, per regalarlo alla figlia Elisabetta (che divenne poi la regina Elisabetta II). Il cane venne ribattezzato Dookie e conquistò immediatamente il cuore della famiglia reale. A questo primo soggetto se ne aggiunsero presto molti altri dando vita all’allevamento della famiglia reale conosciuto con l’affisso Windsor. Da allora i Corgi sono divenuti per definizione “i cani della regina”. In seguito, l’allora principessa Elisabetta ricevette Susan, un cucciolo femmina di Welsh Corgis Pembroke, in occasione del suo 18esimo compleanno e oggi molti dei cani che possiede la regina Elisabetta II sono diretti discendenti di Susan. In totale la regina possiede 12 cani, di cui 4 Corgis: Pharos, Swift, Emma e Linnet; tre Dorgis (un incrocio tra il Corgis e il Dachshund); e 5 Cocker Spaniel: Bisto, Oxo, Flash, Spick e Span.
Se pensi che il Welsh Corgi Pembroke sia il cane giusto per te o semplicemente se desideri ulteriori informazioni su questa razza, puoi rivolgerti all’allevamento Dragonjoy di Cesena
E' NATO
DOGGYSPACE
Come funziona. Doggyspace è una via di mezzo tra Myspace e Youtube. Permette ai padroni dei cani di caricare video da condividere, ma anche di creare profili personali che contengano presentazioni, foto e la lista di amici. Non ci sono solo immagini di capriole e cuccioli: sul sito gli "umani" si conoscono e si scambiano consigli. Su veterinario, antipulci, problemi comportamentali. Connie Mandrozos, ad esempio, si è imbattuta in Doggyspace quando stava cercando informazioni per Boomer, il suo golden retriever, affetto da un tumore. "Ho ricevuto molto aiuto da persone che avevano avuto esperienze simili, è stato davvero utile", racconta.
Il progetto. L’anima di questo social network è Levi Thornton, imprenditore della Virginia e "papà" di Nokie, uno yorkshire, e di Ein, un pitbull. "C’è molta gente là fuori che ama i cani, ma non può passare abbastanza tempo con loro per via del lavoro. Questo è un modo per ’portarseli’ in ufficio", dice.
L’analisi. Doggyspace è un esempio delle ultime tendenze nell’evoluzione dei social network. Le reti sociali di nicchia, dove l’importante è avere in comune un aspetto particolare. "E’ un’esperienza di condivisione di quel che interessa a un gruppo particolare di persone", spiega alla Cnn Fred Stutzman, esperto di Rete dell’università della North Carolina. "Su Facebook e Myspace si è concentrati su di sé, qui il focus sono gli animali domestici, i loro problemi e necessità, si va al di là della bacheca virtuale dove lasciare messaggi".
Il futuro. Doggyspace è online da metà luglio e già conta 700 iscritti. Il 73% sono donne. Considerando il ritmo di crescita, Thornton prevede di raggiungere due milioni di iscrizioni entro la fine dell’anno. In futuro ha in programma di creare anche account a pagamento con maggiori servizi. Il ricavato, dice, sarà devoluto ai canili. Non svela i dettagli del progetto, ma spiega: "Le persone scrivono anche per cercare compagni di giochi per i loro animali". Il prossimo passo, si deduce, potrebbe essere trovare l’anima gemella. Per i cani. Ma forse anche per i loro padroni.
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