
Il padrone o la padrona di un cane impara nel corso della vita a riconoscere e a capire i segnali del proprio amico a quattro zampe. Già solo lo sguardo o l'atteggiamento del corpo mostrano senza ombra di dubbio se l'animale è offeso, sottomesso, aggressivo, in cerca di coccole, minaccioso, eccitato sessualmente, affamato, in cerca di qualcosa con cui giocare, assonnato, annoiato, ecc. Anche al contrario funziona benissimo: il cane percepisce alla perfezione lo stato d'animo del padrone. ![]()
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Saltare addosso alle persone è un comportamento molto frequentedue belle impronte di fango per non parlare di calze , non così grave, ma senza dubbio fastidioso. Il cane vuole così manifestare il suo entusiasmo, ma l’ effetto è a volte l’abito marchiato da rotte, gambe graffiate . La prima cosa da fare è capire perché ai cani piace così tanto leccarci la faccia e perché nonostante i rimproveri e le sgridate spesso continuino a saltare in modo sempre più insistente. . Il rituale del saluto è molto importante sia nel rapporto intraspecifico (cane-cane) che interspecifico (cane-uomo). I cuccioli manifestano la loro subordinazione agli adulti leccando loro il muso, in particolare le labbra e gli angoli della bocca. E’ un comportamento corretto che serve a stabilire le giuste gerarchie del branco, in special modo quando due elementi si ricongiungono dopo un temporaneo allontanamento. Il cane adulto, spesso eterno cucciolone, può mantenere questo comportamento e riproporlo quando si relaziona con l’essere umano. In primo luogo è importante che tutti i componenti della famiglia si comportino nello stesso modo. Se c’è coerenza il cane apprende con più facilità e più rapidamente. Il nostro atteggiamento dovrebbe essere sempre lo stesso allo scopo di stabilire una regola che solo in seguito sarà possibile infrangere con qualche eccezione. Quindi, se il cane salta addosso dobbiamo ignorarlo e voltarci dalla parte opposta, sempre, a prescindere dal nostro stato d’animo e dal nostro abbigliamento. Qualsiasi interazione, verbale, visiva o tattile potrebbe incentivare il comportamento sbagliato. Dopo vari salti e tentativi andati a vuoto di solito l’animale si stanca e se ne va, in cerca di qualcosa di più divertente, a questo punto possiamo aspettare un minuto, quindi chiamare il cane e premiarlo (ovviamente solo se rimane con le zampe a terra). Il premio, che sia una carezza, una parola carina o un biscotto, è fondamentale per motivare il cane e offrirgli una sana alternativa alla sua eccessiva esuberanza. Solo così imparerà a comportarsi Il nostro amico deve capire che per avere attenzioni deve comportarsi in modo educato e rispettoso.
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PROBLEMI DI SEPARZIONE Uno dei problemi comportamentali più seri per i proprietari di cani è la difficoltà di lasciare solo il proprio compagno a quattro zampe. L’incapacità di gestire la solitudine si può manifestare secondo diverse modalità, il cane può cioè: - abbaiare e/o ululare - distruggere e/ rosicchiare oggetti - fare i bisogni in casa - leccarsi o mordersi fino a provocarsi ferite (autolesionarsi) Questi comportamenti possono essere più o meno intensi a seconda della gravità del problema. Il primo passo è capire se si tratta di un vero e proprio problema comportamentale oppure no: ad esempio, se il cane rimane solo 12 ore al giorno potrebbe passare il tempo facendo buche in giardino o distruggendo oggetti. L’animale in questione potrebbe non soffrire di un problema da separazione, ma semplicemente affrontare “da cane” la noia, trovare un modo per distrarsi ed impegnarsi fisicamente e psicologicamente; probabilmente rimarrebbe tranquillo se l’intervallo di tempo in cui è lasciato solo non oltrepassasse le 6-7 ore. Il secondo passo, una volta appurato che si tratta di un vero e proprio disturbo del comportamento, è capire che l’animale vive un disagio e che si comporta in un certo modo per alleviare la sua “sofferenza” . Spesso i cani che soffrono di problemi da separazione si comportano in modo ossessivo anche durante la presenza del proprietario: - seguono il proprietario ovunque, mal tollerando a volte che questi si chiuda in bagno per una doccia o esca per un minuto a gettare la spazzatura - non riescono a dormire in una stanza diversa da quella in cui si trova il proprietario - dormono sui letti e sui divani cercando continuamente un contatto fisico - chiedono in continuazione ed in vario modo coccole e carezze - si eccitano esageratamente al rientro del proprietario, saltando addosso, uggiolando, non riuscendo a salutare in modo equilibrato Nei casi in cui il cane adottato avesse già una storia di problemi da separazione alle spalle sarà indispensabile che il padrone non accetti mai le iniziative di contatto del cane. Questo non significa che non si deve coccolarlo o giocare con lui, semplicemente che tutte le iniziative di contatto devono essere iniziate e finite dal padrone. Se il cane viene a cercare le carezze andrà ignorato e, quando avrà smesso di chiedere, si potrà chiamarlo, farlo sedere e poi coccolarlo. I cani che hanno problemi da separazione possono essere ammalati di una malattia ansiosa e quindi bisognosi di una cura sia comportamentale che farmacologica. Se i consigli di cui sopra risultassero poco efficaci sarà necessario ricorrere all'aiuto di un farmaco nel primo periodo post-adozione
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